
Nell’immagine sopra Curt Jurgens, Mario Adorf e Alan Gifford in una drammatica scena del film "Die Schachnovelle"

Da “La novella degli scacchi” (1941) del viennese Stefan Zweig (1881-1942). Werner von Basil (C. Jürgens), colto e aristocratico esponente della minoranza austriaca antinazista, è arrestato dalla Gestapo e tenuto in isolamento per mesi perché si decida a rivelare il luogo dove ha nascosto tesori d'arte per sottrarli ai tedeschi. In un manuale sul gioco degli scacchi trova l'alimento spirituale che gli permette di resistere all'usura del silenzio, della segregazione e dell'inazione. Uno dei due film tedeschi del regista americano, figlio di Richard Oswald che nel 1938 lo portò con sé negli Stati Uniti. Correttamente illustrativo, affidato all'istrionismo ben temerario di Jürgens, con qualche momento efficace all'inizio nel confronto tra la civiltà raffinata e decadente dell'Austria e la Kultur della svastica in espansione.
(fonte: “Il Morandini – Zanichelli” e www.mymovies.it)