
Nel 23° episodio della terza serie, il dottor House (l’attore Hugh Laurie, nell’immagine a destra) si trova a giocare una partita interessante contro un giovane malato piuttosto arrogante. House perde ma gioca un'interessante sacrificio degno del suo genio.
La partita commentata è riportata qui.
La medicina come indagine, come viaggio all’interno, prima che del corpo, dell’animo umano. Il telefilm post E.R. – Medici in prima linea (1994) è una sorta di remake zen del film Viaggio allucinante (1966), filtrato attraverso il grandangolo visionario di C.S.I. – Scena del crimine (2000). Non per niente il burbero e schivo dottor Gregory House (Hugh Laurie) assomiglia vagamente a Gil Grissom: nonostante i suoi comportamenti antisociali e le sue maniere talvolta brutali, è dotato di un intuito così spiccato da essersi conquistato il rispetto di tutti, compreso quello dei pazienti ai quali raramente rivolge la parola; il suo motto professionale la dice lunga: “Sono diventato medico per curare le malattie, non le persone”. Più i casi e le lastre sono di difficile interpretazione, più House si ingegna indagando ai limiti della diagnostica, trovando alla fine quasi sempre la soluzione che gli altri luminari non avevano colto. Claudicante proprio a causa di una diagnosi sbagliata (è costretto ad aiutarsi con un bastone), il nostro ha riunito attorno a sé il miglior team di giovani medici specializzati nell’analisi di cartelle cliniche dalla diagnosi misteriosa: il neurologo Eric Foreman (Omar Epps), il quale nasconde un segreto nelle pieghe del proprio passato; l’immunologa Allison Cameron (Jennifer Morrison); l’esperto in medicina intensiva, il dottor Robert Chase (Jesse Spencer). L’unico amico apparente di House è l’oncologo James Wilson (Robert Sean Leonard), al quale si rivolge in casi disperati. Un rapporto controverso e ambiguo è quello che si instaura tra il protagonista e la dottoressa Lisa Cuddy (Lisa Edelstein), amministratrice e decano dell’ospedale, la quale redarguisce House quando travalica, in più di una occasione, le regole della medicina convenzionale, pur ammettendo che i risultati conseguiti da lui sono i più brillanti dell’intero staff ospedaliero. Come spiegare altrimenti l’irruzione in casa di una paziente in cerca di indizi? O il trattamento di bottaerisposta ai quali vengono sottoposti i malati per vedere come reagiscono? “I metodi possono apparire sospetti, ma i suoi risultati non lo sono”, si legge nella cartella stampa di lancio della serie. Entusiastiche le critiche in patria: “Si può arguire che si tratta di uno tre migliori serial medici del 21esimo secolo, con Desperate Housewives la migliore serie drammatica degli ultimi tempi, il più riuscito telefilm medico dal debutto di E.R.” (“Washington Post”); “È una sorta di partita a scacchi con la malattia, in cui un dottore per una volta non carino finisce per dare scacco matto”, recita “Time Magazine”; secondo il “New York Post” è “una serie con un cast di serie A e una sceneggiatura di prima classe”; “Un tripudio di sarcasmo grazie all’interpretazione di Laurie, il quale dà vita a un misantropo di grande efficacia”, commenta “People”; “È la cura per le serie mediche convenzionali”, questo il parere di “Tv Guide”; “The Hollywood Reporter” saluta la serie affermando: “Finalmente un dottore televisivo affascinante almeno quanto le malattie che diagnostica”. Il telefilm è ideato da David Shore. Bryan Singer dirige la puntata-pilota e compare in un cameo nei panni di sé stesso, nel dodicesimo episodio. Singer e Shore sono altresì produttori esecutivi in compagnia di Paul Attanasio e Katie Jacobs. La colonna sonora vanta la firma di Jon Ehrlich, affiancato da Jason Derlatka e Christopher Hoag; il tema musicale è la canzone “Teardrop” dei Massive Attack. Tra le guest-stars in corsia si riconoscono Carmen Electra e Sela Ward. Una curiosità: Omar Epps aveva già indossato il camice nel 1996, in una decina di puntate di E.R. – Medici in prima linea: là il dottor Dennis Gant usciva di scena con un suicidio.
(fonte: Leopoldo Damerini e Fabrizio Margar per “Il dizionario dei telefilm - Garzanti” e www.mymovies.it)